Palazzi gialli del santuario di Oropa davanti a una montagna boscosa

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Oropa

Il santuario della Madonna Nera, fra le montagne ma dentro il comune di Biella.

Gli edifici del santuario, sotto il fianco della montagna. · Foto: Zairon · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Esterno della basilica antica di Oropa
La basilica antica di Oropa, vista dall'esterno.Foto: Zairon · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Capitolo 1 di 3

La Madonna Nera

La tradizione dice che a fondare Oropa sia stato sant'Eusebio, nel IV secolo; le prime testimonianze scritte risalgono all'inizio del Duecento, e la chiesa di Santa Maria viene consacrata nell'estate del 1294. Al centro di tutto c'è la Madonna Nera, una statua gotica di uno scultore valdostano rimasto anonimo, fra la fine del Duecento e l'inizio del Trecento: incoronata la prima volta nel 1620, poi ogni cento anni. Il complesso porta i nomi di Juvarra, Galletti e Guarini; la Basilica Superiore, iniziata nel 1885, è stata consacrata nel 1960.

Il cortile del santuario di Oropa con i portici e le montagne intorno
Il grande cortile del santuario di Oropa, chiuso fra le montagne.Foto: Angros47 · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

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Le vite dentro le immagini

Una parte della memoria di Oropa ha dimensioni molto più piccole dei suoi cortili: quelle delle tavolette votive. Nei dipinti offerti al santuario entrano persone e vicende private, raccontate attraverso la fede di chi le ha vissute. Stanze, letti, abiti e strumenti di lavoro diventano indizi della vita quotidiana: il gesto del dono conserva così anche una traccia delle case e delle abitudini di altri tempi.

Capitolo 3 di 3

Le cappelle del Sacro Monte

Sopra il santuario salgono le cappelle del Sacro Monte. Le dodici del ciclo mariano, costruite a partire dal 1617, raccontano la vita di Maria con statue e affreschi; altre cappelle dello stesso Sacro Monte si trovano nell'area del santuario. Dal 2003 il Sacro Monte è nel patrimonio UNESCO dei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, e dal 2005 la conca è riserva naturale speciale. Dal 1911 al 1958 da Biella ci si arrivava in tram; oggi in autobus.

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