Prima di visitare una casa, chi la cerca guarda le foto. Cerca la luce del soggiorno, prova a capire dove porta una porta, come stanno insieme le stanze. Le fotografie sono il primo tentativo di orientarsi in uno spazio che ancora non conosce.

Una cosa va detta subito: le foto non vendono la casa. Servono a non far perdere tempo a nessuno. Una foto bellissima che la visita smentisce fa perdere la fiducia, e con quella le trattative. La casa deve essere riconoscibile quando si arriva sulla porta.

Prima le viste d'insieme

Un dettaglio può colpire, ma sono le viste d'insieme a far capire il carattere degli spazi: come si entra in soggiorno, dove sono le finestre, quanto spazio resta intorno ai mobili. Un'inquadratura che fa sembrare una stanza molto diversa da com'è dal vivo crea un'aspettativa che la visita deluderà.

Un ordine che si segue camminando

Una galleria funziona quando segue un percorso: ingresso, zona giorno, cucina, camere, bagni, eventuali spazi esterni. L'ordine non deve essere rigido, ma chi guarda deve capire dove si trova e come gli ambienti stanno nella stessa casa.

Molte foto quasi identiche aggiungono poco. Meglio una selezione che risponde a ciò che manca: un collegamento fra due stanze, un affaccio, una cantina o un posto auto, l'ambiente secondario che conta per come si abita.

Sistemare, non nascondere

Riordinare, liberare le superfici e togliere gli oggetti molto personali aiuta a leggere gli ambienti. Un'altra cosa è nascondere una condizione che chi visita dovrà conoscere: un'umidità, un soffitto da ripassare, un affaccio su un muro. La visita lo mostrerà comunque, e meglio che l'abbia detto tu prima.

Foto, planimetria e descrizione fanno tre lavori diversi

Una fotografia fa guardare un ambiente; la planimetria fa ricostruire come sono collegati; la descrizione aggiunge ciò che non si vede, come il riscaldamento, le spese o l'esposizione. Una buona scheda li tiene insieme. Anche una didascalia aiuta quando distingue un balcone da un terrazzo o dice da dove è stato ripreso un esterno.

Quello che è illustrazione va detto

Un rendering o un arredo virtuale può mostrare un'ipotesi, per esempio come starebbero i mobili in un salotto vuoto. Deve però essere riconoscibile come illustrazione, con una riga che dice che cosa rappresenta. Lo stesso vale per le immagini di atmosfera o di repertorio: vanno distinte dalle foto della casa vera.

Poi viene la visita

Una buona galleria non dice tutto di una casa. La visita resta il momento in cui si sentono gli spazi, si fanno domande e si decide che cosa approfondire. Le foto devono solo prepararlo.

Se vuoi capire come presentare la tua casa, passa dallo studio di Cossato o scrivici: guardiamo insieme gli ambienti e i materiali che servono a raccontarla com'è.